L’UOMO E L’ARIA

L'UOMO E L'ARIA

Luogo: Torre Uluzzo (Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, Marina di Nardò)
Ph: Matteo Stefanelli

Attualmente solo circa il 3% della superficie terrestre è urbanizzata, ma l’estensione spaziale e la densità delle aree urbane è destinata ad aumentare drammaticamente come naturale conseguenza della crescita demografica. In riferimento a questo dato occorre tener presente che, senza alcuna ombra di dubbio, i sistemi urbani (città, paesi, aree industriali etc.) rappresentano il principale impatto dell’uomo sulle condizioni climatiche locali. Non stiamo parlando solo della temperatura maggiore degli ambienti urbani (note come isole di calore) rispetto alle aree rurali ma anche di qualità dell’aria. Ma cosa causa un impatto diretto dell’attività antropogenica sulla qualità dell’aria? La risposta è semplice: qualsiasi tipo di combustione! Tuttavia le sue implicazioni sono molteplici e di diversa natura.
Ogni giorno facciamo delle azioni molto semplici che però hanno delle conseguenze a cui molto spesso non prestiamo la giusta attenzione. Una di queste è proprio quella che vi sta permettendo di leggere queste righe: aver acceso il vostro pc o smartphone. Un dispositivo elettronico o elettrico, di qualunque natura (un forno, la luce in una stanza, il pc, lo smartphone, etc.), per funzionare ha bisogno di energia. Questa energia può essere ricavata da fonti rinnovabili come il vento, il sole, il mare o anche il calore all’interno del nostro pianeta.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’energia necessaria allo svolgimento delle attività umane viene ricavata dalla combustione di materiali come il carbone, il petrolio, il metano (i cosiddetti combustibili fossili) che sono fonti non rinnovabili. Anche per utilizzare la nostra auto utilizziamo combustibili fossili con lo stesso principio della generazione di energia elettrica, con la differenza che ora il calore derivante dalla combustione lo trasformiamo in energia meccanica che permette all’auto di muoversi. Come conseguenza della combustione abbiamo l’immissione in atmosfera di diverse particelle che possono essere pericolose per la nostra salute. Le particelle che influenzano la qualità dell’aria e che sono anche monitorate dall’Agenzia Regionale Per l’Ambiente (ARPA) sono chiamate materia particolata indicate con PM, dall’inglese Particulate Matter. Le particelle maggiormente monitorate, poiché sono quelle che direttamente possono nuocere alla salute umana, sono le PM10 e le PM2.5.

Ma cosa indica questa nomenclatura? Ebbene, tale nomenclatura vuol dire che in una misurazione di PM10 sono comprese tutte le particelle con diametro inferiore a 10 ?m mentre in una di PM2.5 quelle inferiori a 2.5 ?m. Proprio per le loro dimensioni sono anche denominate “polveri sottili”. Pertanto in una misurazione di PM10 sono presenti anche le particelle misurate con una di PM2.5. Con la chiara implicazione che una misura di PM10 sarà sempre maggiore di quella di PM2.5. Per rendere l’idea delle piccolissime dimensioni prendiamo come riferimento il diametro medio di un capello umano, che è di circa 100 ?m, come si può vedere nella figura a lato.

A questo punto sorgono spontanee tre domande:
1. Queste particelle sono solo generate dall’uso di combustibili fossili?
2. Tali particelle sono solo di natura antropica?
3. Quanto sono pericolose per la salute umana queste particelle?

La risposta alle prime due domande è negativa. Infatti, oltre alla produzione industriale ed al traffico
veicolare, le PM di natura antropica sono anche generate dalla combustione di legna per il riscaldamento domestico e usura del manto stradale. Inoltre possono essere generate da fonti naturali come incendi boschivi, eruzioni vulcaniche, polveri, terra, sale marino innalzati dal vento, pollini e spore.
Per rispondere alla terza domanda dobbiamo considerare che, date le piccolissime dimensioni di queste particelle, esse possono entrare nel nostro sistema cardio-circolatorio per mezzo della respirazione provocando diversi effetti sull’uomo. Tali effetti sono legati alla natura delle particelle, ma anche al tempo di esposizione ed alla vulnerabilità dell’individuo. Come si può immaginare le polveri sottili più pericolose sono le PM2.5(ricordiamo che sono tutte quelle minori di 2.5 ?m) le quali possono raggiungere i nostri polmoni e addirittura gli alveoli. Gli individui più a rischio sono neonati e bambini, poiché hanno un sistema immunitario e respiratorio non del tutto sviluppato. Infatti, come riportato nel report “Countdown on Health and Climate Change”, solo nel 2016 in Italia ci sono state più di 45.600 morti in età precoce dovute all’inquinamento ed inalazione di polveri sottili mettendo il nostro Paese al primo posto a livello Europeo e 11esimo a livello mondiale. Sono queste constatazioni che hanno dato l’idea per la nascita di questo progetto (gestito da privati cittadini) per il monitoraggio della qualità dell’aria sul territorio Vegliese.
Il progetto prevede l’installazione di diverse centraline a basso costo, in differenti punti del paese, per la misurazione di diversi parametri: temperatura, umidità, pressione atmosferica, PM10 e PM2.5; consultabili anche attraverso un bot Telegram.
I bot sono applicazioni di terze parti eseguite all’interno di Telegram (un’app di messaggistica simile a WhatsApp). Gli utenti possono interagire con i bot inviando loro messaggi o comandi. In altre parole i bot sono un comodo sistema per automatizzare alcune interazioni con gli utenti, fornendo risposte prestabilite alle loro richieste. Ad esempio, inviando il messaggio /menu al bot verranno visualizzati dei pulsanti tramite i quali interagire con le centraline di monitoraggio ambientale installate a Veglie. Per poter accedere al gruppo e quindi accedere alle rilevazioni, basta installare Telegram sul proprio smartphone o pc e cliccare sul seguente link. Provateci!!!
Lo scopo del progetto è quello di valutare qualitativamente la presenza in atmosfera di polveri sottili, senza la presunzione di volersi sostituire o mettersi alla pari di rilevazioni fatte da agenzie certificate come ARPA. A tal proposito non dobbiamo farci allarmare da una singola misurazione di molto superiore ai valori limite definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questi sono:

• PM10: 20 ?g/m3 su media annua e 50 ?g/m3 su media oraria.
• PM2.5: 10 ?g/m3 su media annua e 25 ?g/m3 su media oraria.

Ma quindi, come utilizzare le informazioni contenute in questo sito? I valori a cui fare riferimento sono senz’altro le medie giornaliere e orarie dalle quali si possono ricavare degli andamenti che possono darci non solo informazioni sulla qualità dell’aria, ma anche servire da input per cambiare le nostre abitudini con lo scopo di migliorarla. In che modo? Innanzitutto diminuendo l’uso dell’auto, prediligendo una bella passeggiata o un bel giro in bicicletta per spostamenti di breve distanza. Anche facendo attenzione al consumo di energia elettrica possiamo migliorare notevolmente la qualità dell’aria. Potrà sembravi un gesto da poco, ma vi assicuro che se ognuno di noi spegnesse la luce in una stanza inutilizzata anche se per pochi minuti o addirittura secondi, diminuisse l’uso dei condizionatori solo alle giornate di vera necessità, o ancora tenere la temperatura del riscaldamento intorno ai 16-18 gradi durante la stagione invernale, i benefici che ne trarremmo sul lungo periodo sarebbero rilevanti non solo in termini di qualità dell’aria ma anche in termini economici. Gli stessi accorgimenti dovrebbero averli anche le industrie la cui produzione è basata su processi di combustione. Esse dovrebbero impegnarsi a tenere gli impianti sempre controllati ed aggiornati, ad esempio con la sostituzione periodica dei filtri anti particolato, o nel peggiore dei casi ad installarli anche se non dovesse essere nessuna legge ad imporlo o ancora passare ad un metodo di produzione più efficiente. Di questi accorgimenti ne beneficeremmo non solo noi nell’immediato ma anche i nostri bambini, instaurando la consapevolezza nelle generazioni future che ognuno di noi può fare la differenza attuando degli accorgimenti che, senza alcuna ombra di dubbio, miglioreranno la qualità della nostra vita ed il clima sul nostro fantastico pianeta.
Spero che con queste poche righe siamo riusciti ad innescare in voi una sensibilità sul monitoraggio della quantità dell’aria ma anche su come ognuno di noi possa migliorare le proprie abitudini per arginare il problema. Se così è stato saremo più che felici di accogliere chiunque volesse affiancarci in questo progetto.

Marco Stefanelli

 

Tutte le informazioni necessarie per costruire un misuratore di polveri sottili puoi trovarle a questo link.

Infine su questa pagina puoi trovare tutte le centraline sul territorio italiano che aderiscono al progetto Luftdaten (le informazioni su questo progetto le potete trovare su questa pagina).